Mentre i monitoraggi di Huntly Ops in questo fine settimana del 24 ottobre 2026 registrano una prima timida stabilizzazione dei listini continentali dopo lo shock mediorientale di metà mese, il mercato europeo dei carburanti si divide in due blocchi netti. Da un lato i Paesi che stanno assorbendo l'urto grazie ai tagli fiscali e alle aste di riserve strategiche (Spagna e Germania); dall'altro il fronte caldo del Mediterraneo e della Francia, dove il deficit di distillati medi si è trasformato in una crisi logistica e di ordine pubblico. Ecco i tre fattori chiave che stanno muovendo i prezzi e la disponibilità reale di carburante alle pompe in queste ore.
1. Il fronte interno italiano: la tregua dei tir al Sud dopo 7 giorni di passione e l'incognita del 27 ottobre
Dopo una settimana che ha messo in ginocchio la catena distributiva del Mezzogiorno — innescata dal superamento della soglia critica dei 2,25 €/L per il gasolio — nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 ottobre sono stati rimossi gli ultimi presidi degli autotrasportatori in Campania e Puglia, seguendo lo sblocco già avvenuto in Sicilia e Calabria.
Il bilancio di sette giorni di agitazioni restituisce la misura di quanto i prezzi alla pompa dipendano oggi anche dalla tenuta della logistica interna:
- Il blocco dei depositi e l'effetto imbuto: Il picchettaggio a oltranza dei terminal di stoccaggio di Napoli Est e degli interporti casertani (Nola e Maddaloni-Marcianise) ha lasciato a secco centinaia di stazioni di servizio tra Napoli, Caserta e Salerno. Le autocisterne hanno potuto muoversi solo sotto scorta delle forze dell'ordine per garantire il gasolio a ospedali, mezzi di soccorso e traghetti verso Ischia e Procida.
- L'onda d'urto su trasporti, fabbriche e voli: La paralisi del rifornimento ha costretto venerdì 23 ottobre l'Università di Salerno a sospendere lezioni ed esami per lo stop dei bus regionali, ha fermato le linee di diversi pastifici e dello stabilimento Stellantis di Atessa, e ha persino toccato il traffico aereo: allo scalo di Bari alcuni voli internazionali sono stati dirottati a Parigi per fare rifornimento di jet fuel, rimasto bloccato sulle cisterne ferme in Campania.
- Il decreto d'urgenza e la scadenza di martedì: Per riaprire le autostrade — segnate anche da tensioni, gomme squarciate ai camion in transito e dall'apertura di un'indagine della Procura di Napoli su possibili infiltrazioni nei blocchi — il Governo ha stanziato tra i 105 e i 130 milioni di euro per l'autotrasporto (più 60 milioni per l'agricoltura e 10 per la pesca). La tregua resta però appesa al tavolo convocato al Ministero dei Trasporti per martedì 27 ottobre: senza garanzie sull'erogazione immediata dei rimborsi, i camion minacciano un nuovo fermo nazionale.
2. Lo scudo delle riserve strategiche: come Spagna, Germania e UK stanno stabilizzando i listini
Mentre il gruppo di coordinamento sul petrolio della Commissione Europea conferma che le forniture di gasolio e cherosene restano limitate ma senza carenze fisiche strutturali nell'Unione, i singoli governi stanno intervenendo direttamente sull'offerta per impedire nuovi picchi:
- Spagna (Gasolio a 1,89 €/L, Benzina 95 a 1,75 €/L): Madrid mantiene i prezzi più competitivi d'Europa combinando lo sconto fiscale con l'immissione fisica di prodotto. Il governo ha appena autorizzato il rilascio di una seconda tranche di 4,4 milioni di barili di gasolio e cherosene dalle riserve strategiche (valida fino al 15 dicembre), pari a circa 6 giorni di consumo nazionale.
- Germania (Diesel a 2,23 €/L, Super E10 a 2,05 €/L): I prezzi mostrano una sostanziale stabilità nella mattinata del 24 ottobre grazie alle nuove aste di diesel, olio da riscaldamento e greggio prelevati dalle scorte federali nell'ambito del coordinamento AIE/G7. Tuttavia, secondo le analisi dell'istituto Ifo, lo sconto fiscale (Tankrabatt da 17 centesimi/litro valido fino a fine anno) viene trasferito quasi per intero sulla benzina, ma solo per 14 centesimi sul gasolio, dove i margini di raffinazione restano sotto pressione.
- Regno Unito (Diesel a ~ 2,33 €/L [≈ £1.98–1.99], Benzina E10 a ~ 2,03 €/L [≈ £1.73]) e Portogallo (Diesel a 2,17-2,26 €/L): Oltremanica il gasolio è tornato appena sotto la soglia psicologica delle 2 sterline al litro senza carenze alle pompe, mentre a Lisbona la rete distributiva è tornata pienamente regolare dopo l'esaurirsi delle proteste agricole di inizio mese.
3. L'epicentro della crisi: la Francia tra carenze croniche e il sabato di massima allerta
Il vero osservato speciale di questo 24 ottobre 2026 resta la Francia. Con il prezzo medio del gasolio fuori dai circuiti calmierati stabilmente intorno a 2,36 €/L e centinaia di stazioni ancora a secco per il cortocircuito creato dal tetto prezzi di TotalEnergies (2,25 €/L), la crisi energetica è ormai una questione di sicurezza nazionale.
Dopo le violenze del weekend del 17-18 ottobre (oltre 2.300 fermi e migliaia di esercizi commerciali danneggiati), per la giornata di oggi le autorità francesi hanno disposto un dispiegamento massiccio di polizia e reparti dell'esercito nelle principali città come Parigi, Lione e Marsiglia per contenere le nuove manifestazioni convocate da sindacati, studenti e Gilet Gialli.
Perché lo sconto fiscale funziona sulla benzina ma frena sul diesel
I dati dell'istituto tedesco Ifo confermano sul campo ciò che l'Osservatorio Huntly rileva da settimane: quando un governo taglia le accise di 17 centesimi in un mercato con scarsità fisica di raffinato (come il diesel oggi), una parte dello sconto (circa 3 centesimi/litro) viene “mangiata” lungo la filiera dai costi di logistica e dai margini di raffinazione (crack spread). Sulla benzina — di cui l'Europa ha piena autosufficienza produttiva — lo sconto arriva invece intatto al 100% nelle tasche dell'automobilista. È per questo che confrontare i prezzi in tempo reale sulle pompe indipendenti (no-logo) resta l'unico modo per recuperare fino a 15-20 centesimi al litro sul gasolio.
4. Mappa europea dei prezzi, scorte e ordine pubblico (Aggiornamento 24 Ottobre 2026)
| Paese / Quadrante | Prezzo Medio Diesel | Prezzo Medio Benzina | Manovre sulle Scorte & Fisco | Stato della Rete e Ordine Pubblico (Radar Huntly) |
|---|---|---|---|---|
| 🇮🇹 Italia | 2,25 – 2,26 €/L | 1,95 – 2,00 €/L | Sbloccati 105-130 Mln € per i rimborsi ai tir; vertice al MIT il 27/10 | In normalizzazione: rimossi nella notte i blocchi ai depositi in Campania e Puglia; lento ritorno delle cisterne al Sud |
| 🇫🇷 Francia | ~ 2,36 €/L (2,25 € Total) | 1,99 – 2,10 €/L | Import straordinario dal Golfo (295.000 t/mese) | Critico: centinaia di impianti a secco; esercito e polizia schierati per le proteste del 24 ottobre |
| 🇩🇪 Germania | 2,23 €/L | 2,05 €/L (E10) | Tankrabatt (-14 cent reali sul diesel) + nuove aste riserve strategiche | Regolare: prezzi stabili e nessuna carenza fisica alle stazioni |
| 🇬🇧 Regno Unito | ~ 2,33 €/L (£1.98–1.99) | ~ 2,03 €/L (£1.73) | Partecipazione al rilascio coordinato scorte G7/AIE | Regolare: diesel sceso sotto la soglia delle 2 £/L; 40 giorni di scorte garantite |
| 🇵🇹 Portogallo | 2,17 – 2,26 €/L | 2,10 – 2,15 €/L | Aggiustamenti settimanali sull'imposta ISP | Regolare: nessuna carenza e proteste agricole rientrate |
| 🇪🇸 Spagna | 1,89 €/L | 1,75 €/L (95) | Sconto statale + rilascio di altri 4,4 Mln di barili (6 gg di consumi) | Ottimale: i listini più bassi d'Europa e rete pienamente rifornita |
📲 Monitora i prezzi e le pompe attive in tempo reale
Scarica l'app Huntly per verificare in ogni momento la disponibilità reale di carburante e scoprire le stazioni no-logo più convenienti della tua zona.
Scarica l'App Huntly →