Il via libera di Teheran ai colloqui con Washington mediati dal Qatar e il voto di Midterm USA fanno precipitare il Brent (-7,6% a 104,77 $/barile), nonostante i raid a Qeshm e un accordo Trump-Putin sul diesel fermo a una sola nave da 40.000 tonnellate. In Italia il taglio dell'accisa fa scendere il diesel di soli 2 centesimi alla pompa (~2,240 €/L self), ma l'impennata all'ingrosso manda l'extra-rete sopra il "tetto prezzi" dei grandi marchi: allarme Confcommercio e Assopetroli su 30.000 posti a rischio. In Francia 1.800–2.000 stazioni ancora a secco e domani (5 novembre) nuovo sciopero nazionale.
Il taglio governativo di 4 centesimi netti sull'accisa del gasolio scade tra 72 ore. Senza un nuovo decreto interministeriale entro venerdì sera, da domenica 8 novembre il diesel rischia di risalire di quasi 5 centesimi al litro (+4,88 cent IVA inclusa).
Il monitoraggio del mercoledì mattina di Huntly Ops (4 novembre 2026) fotografa una settimana di violente scosse in direzioni opposte tra mercati finanziari internazionali e distribuzione reale su strada. Da un lato il petrolio Brent è crollato di oltre il 7,6% scendendo a 104,77 $/barile (trascinando giù di quasi il 9% anche i futures sul gas europeo) sulla scia delle aperture diplomatiche tra USA e Iran e delle elezioni di Midterm americane; dall'altro, in Italia è esploso il paradosso del Price Cap: con i grandi marchi (Eni, Q8, IP, Tamoil) che bloccano artificialmente il gasolio alla pompa tra 2,190 e 2,250 €/L mentre il costo all'ingrosso (extra-rete) viaggia a 2,269 €/L, i distributori indipendenti e le flotte dell'autotrasporto si trovano stritolati da un mercato invertito.
1. La fotografia dei prezzi al 4 novembre: il diesel scende a metà rispetto al taglio accise, balzo per GPL e Metano
I rilevamenti settimanali (MIMIT, MASE, Staffetta Quotidiana e FIGISC) mostrano una lenta discesa di benzina e gasolio alla pompa, accompagnata però da una brusca fiammata sui carburanti gassosi per l'entrata in vigore dei listini contrattuali di novembre:
| CARBURANTE | MEDIA SELF (€/L) | MEDIA SERVITO (€/L) | VAR. SETTIMANALE | FATTORI CHIAVE E TETTI COMPAGNIE |
|---|---|---|---|---|
| Gasolio (Diesel) | 2,240 – 2,242 | ~ 2,375 | ▼ -2,0 cent/L (-0,9%) | Taglio accisa (-4,88 cent IVA incl.) assorbito a metà; tetti Eni/Q8/Tamoil a 2,190–2,199 €/L |
| Benzina (Super 95) | 2,010 – 2,012 | ~ 2,143 | ▼ -0,9 cent/L (-0,4%) | Beneficia del ribasso CIF Med; tetti compagnie tra 1,990 e 1,999 €/L |
| GPL | — | 0,799 – 0,829 | ▲ In forte rialzo | Propano algerino nov. +23% (>800 $/t) e butano +40% (>1.000 $/t) |
| Metano Auto (CNG) | — | 1,860 – 1,898 €/kg | ▲ In rialzo | Spinto dal balzo ARERA (+9,1%) e stoccaggi gas UE bassi segnalati da Total |
- L'effetto dimezzato del taglio accise e il bivio di domenica 8 novembre: Dal 28 ottobre il decreto MEF-MASE ha ridotto l'accisa sul gasolio da 672,90 a 632,90 €/1.000 litri (-4 centesimi netti, pari a -4,88 centesimi/litro IVA inclusa). Tuttavia, alla pompa il prezzo medio nazionale è sceso di appena 2 centesimi (da 2,261 a ~2,241 €/L), poiché il taglio fiscale è servito ad assorbire i rincari delle quotazioni CIF Med di fine ottobre. Il punto più urgente per gli automobilisti italiani è la scadenza di sabato 7 novembre 2026: senza una proroga d'urgenza del Governo entro venerdì, da domenica 8 novembre l'accisa tornerà automaticamente a 672,90 €/1.000 litri, provocando un rimbalzo immediato di quasi 5 centesimi al litro.
- La stangata su GPL e Metano: Chi viaggia a gas subisce questa settimana il rincaro delle quotazioni contrattuali algerine di novembre (+23% il propano oltre gli 800 $/tonnellata e +40% il butano oltre i 1.000 $/tonnellata), a cui si somma la tensione sul mercato del gas naturale (con l'aggiornamento ARERA per i clienti vulnerabili salito del +9,1% al record di 1,768 €/mc).
2. Geopolitica e mercati: i raid "difensivi" a Hormuz, il crollo del Brent e il flop (per ora) del diesel russo
L'ultima settimana sui mercati energetici internazionali ha vissuto una svolta repentina legata al calendario elettorale americano, mentre i volumi alternativi promessi dalla diplomazia faticano a materializzarsi:
- Dai raid "limitati" a Qeshm al crollo del Brent (-7,6%) e del gas UE (-9%): Dopo il picco di venerdì 30 ottobre a 118 $/barile (innescato dal primo attacco con mine a ventosa nello Stretto di Hormuz), nella notte tra il 2 e il 3 novembre le forze americane hanno condotto attacchi "limitati e difensivi" sull'isola di Qeshm e nelle aree limitrofe in risposta a lanci di missili terra-aria e abbattimenti di droni da parte dell'IRGC. Tuttavia, due elementi hanno sgonfiato all'istante il premio per il rischio di guerra alla vigilia delle elezioni di Midterm USA: il via libera della leadership iraniana a proseguire i negoziati con Washington mediati dal Qatar e la dichiarazione del presidente Donald Trump, che ha espressamente escluso una ripresa degli attacchi dopo il voto. Sebbene lo Stretto di Hormuz resti di fatto interdetto al normale traffico commerciale, la finanza ha festeggiato: il Brent è precipitato a 104,77 $/barile (WTI a 96,46 $) e i futures sul gas europeo sono scesi in parallelo di quasi il 9%.
- L'accordo Trump-Putin sul diesel resta sulla carta (una sola nave in viaggio): Sul fronte fisico dei distillati medi, i dati del 3-4 novembre confermano che l'intesa russo-americana annunciata a metà ottobre (che prometteva 300.000 tonnellate immediate e 500.000 a novembre tramite allentamento temporaneo delle sanzioni) non sta muovendo il mercato. Finora è salpata dal porto russo di Primorsk (intorno al 22-23 ottobre) una sola piccola petroliera da circa 40.000 tonnellate, attesa negli Stati Uniti intorno al 7 novembre: volumi del tutto marginali rispetto al deficit globale di gasolio, più vicini a una mossa politica pre-elettorale che a una soluzione strutturale.
3. Il cortocircuito italiano: perché il "Price Cap" dei giganti mette a rischio le pompe bianche (e la mossa di Q8)
Il dato più dirompente emerso dalle elaborazioni FIGISC e dalla denuncia congiunta di Confcommercio e Assopetroli-Assoenergia riguarda la distorsione creata dai "tetti massimi di prezzo" fissati dalle grandi compagnie integrate (Eni a 2,190 €/L sul diesel e 1,990 €/L sulla benzina, Q8 a 2,194 €/L, Tamoil a 2,199 €/L):
- L'inversione storica tra Rete ed Extra-Rete: Normalmente il carburante acquistato all'ingrosso (extra-rete) dalle pompe bianche e dalle aziende di autotrasporto costa 11,5–13,1 centesimi al litro in meno rispetto alle colonnine dei marchi "colorati". A ottobre e in questo inizio novembre, invece, la media nazionale del gasolio ivato in extra-rete si è attestata a 2,269 €/L (2,247 € al Nord, 2,269 € al Centro e 2,293 €/L al Sud), risultando più cara di 2,2 centesimi rispetto alla media self della rete colorata (e fino a 7-10 centesimi più cara dei distributori Eni/Q8/Tamoil col price cap).
- L'allarme Confcommercio/Assopetroli (30.000 posti a rischio) e lo sconto Q8 del 20%: I distributori indipendenti (no-logo) e le flotte dei tir con cisterne interne sono oggi costretti a comprare il gasolio all'ingrosso a un prezzo superiore a quello a cui le grandi major integrate nella raffinazione lo vendono al pubblico nei propri piazzali. Confcommercio e Assopetroli hanno chiesto un intervento urgente del Governo, denunciando una concorrenza asimmetrica che mette a rischio chiusura centinaia di piccole e medie imprese indipendenti e circa 30.000 posti di lavoro nella filiera distributiva e logistica. Un primo segnale di correzione sul mercato all'ingrosso è arrivato ieri da Q8, che ha annunciato uno sconto straordinario del 20% sulle forniture extra-rete destinate ai settori dell'agricoltura e della pesca.
Mentre a livello nazionale prosegue la compensazione in F24 del credito d'imposta col codice tributo 7082 (66,4 milioni del DL 193/2026) ed è scattata dal 1° novembre la finestra per sospendere i leasing fino a marzo 2027, oggi — mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 10:00 — si è aperto sulla piattaforma di Fincalabra S.p.A. lo sportello cronologico (click day fino a esaurimento fondi) per il bonus gasolio da 10 milioni di euro della Regione Calabria:
• Quanto rimborsa: Il contributo copre i rifornimenti da marzo a settembre 2026 con un'aliquota crescente che tocca il massimo di 0,278 €/litro per il gasolio acquistato a settembre (0,205 €/L ad agosto, 0,169 €/L a luglio, oltre ai rimborsi su benzina e GNL).
• Soglia minima: La domanda è ammessa solo se il contributo totale spettante supera i 500 euro complessivi (sull'importo erogato viene applicata la ritenuta d'acconto del 4%).
4. Il quadro europeo: in Francia 1.800–2.000 pompe ancora a secco e sciopero il 5 novembre, Germania fino a 2,30 €
Nel confronto europeo della prima settimana di novembre, l'Italia si posiziona al 21° posto su 27 Paesi UE per convenienza sul gasolio (media ponderata UE a 2,146 €/L per il diesel e 1,954 €/L per la benzina), mentre la Francia vive una fase di transizione complessa:
- Francia (18-21% della rete ancora in rottura e sciopero domani 5 novembre): Sebbene i primi rilasci di scorte strategiche e gli accordi di Macron nel Golfo inizino a produrre i primi effetti sui listini (con alcune insegne della grande distribuzione e compagnie che hanno annunciato ribassi tra i 15 e i 21 centesimi sul gasolio), l'emergenza fisica ai distributori non è affatto finita. Tra il 3 e il 4 novembre risultano ancora circa 1.800–2.000 stazioni di servizio (il 18-21% della rete nazionale) con almeno un carburante esaurito, concentrate in larghissima parte sui piazzali TotalEnergies per l'effetto calamita del prezzo bloccato. Inoltre, per domani — giovedì 5 novembre — è convocata una nuova giornata nazionale di scioperi e manifestazioni, mentre l'AD di Total, Patrick Pouyanné, avverte che i bassi stoccaggi gas UE terranno comunque alti i costi energetici invernali.
- Germania (Diesel a 2,25 – 2,30 €/L): Il mercato tedesco registra un ulteriore leggero rialzo rispetto a fine ottobre, spingendosi fino alla fascia 2,25–2,30 €/L nonostante il Tankrabatt attivo, in attesa di recepire il crollo del Brent di inizio settimana.
- Spagna (Diesel stabile a 1,89 – 1,90 €/L), Regno Unito (~199 p/L) e Portogallo (2,17 – 2,25 €/L): La Spagna resta saldamente il grande Paese più economico d'Europa (oltre 25 centesimi sotto la media UE) grazie agli sconti fiscali e al rilascio delle riserve; quadro stabile e senza rotture di stock nel Regno Unito e in Portogallo, mentre sul confine orientale italiano Slovenia e Austria offrono risparmi fino a 13,70 € a pieno sulla benzina (1,732–1,772 €/L).
L'analisi incrociata di Huntly Ops e dei dati FIGISC consegna agli automobilisti una strategia in due mosse per questa settimana:
1. Sfruttare il Price Cap invertito: Oggi sul gasolio, le stazioni a marchio Eni (2,190 €/L), Q8 (2,194 €/L) e Tamoil (2,199 €/L) che applicano il tetto prezzi sono più economiche di molte pompe bianche (costrette a rifornirsi in extra-rete a 2,269 €/L, fino a 2,293 €/L al Sud).
2. Anticipare la scadenza del 7 novembre e il rimbalzo delle no-logo: Il crollo del Brent (-7,6% a 104,77 $) sta facendo scendere i listini all'ingrosso proprio tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre, ridando ossigeno alle pompe indipendenti. In ogni caso, è fondamentale fare il pieno entro sabato 7 novembre: se il Governo non firmerà la proroga del taglio accise entro venerdì sera, da domenica 8 novembre il gasolio subirà un rincaro secco di quasi 5 centesimi al litro su tutta la rete!
📊 Tabella di Sintesi: La Mappa Europea dei Carburanti (4 Novembre 2026)
| PAESE / QUADRANTE | PREZZO DIESEL (4/11) | PREZZO BENZINA (4/11) | SCARTO VS MEDIA UE DIESEL | DINAMICHE DI MERCATO, SCORTE E FISCO |
|---|---|---|---|---|
| 🇮🇹 Italia | ~ 2,240 €/L (Tetti a 2,190–2,199 €) | ~ 2,010 €/L (Tetti a 1,990–1,999 €) | +9,4 cent/L (21° UE) | Scadenza taglio accise 7/11; allarme pompe bianche; sconto Q8 -20% agro/pesca; click day Calabria |
| 🇫🇷 Francia | ~ 2,34 €/L (Primi tagli -15/-21c) | ~ 2,18 €/L (1,99 € Total) | +19,4 cent/L | 1.800–2.000 pompe a secco su Total; sciopero nazionale 5/11; primi tagli da patti del Golfo |
| 🇩🇪 Germania | 2,25 – 2,30 €/L | ~ 2,16 €/L (E10) | +10 / +15 cent/L | Lieve rialzo rispetto a fine ottobre nonostante il Tankrabatt; logistica regolare |
| 🇬🇧 Regno Unito | ~ 2,33 €/L (199 p/L) | ~ 2,03 €/L (173 p/L) | +18,4 cent/L | Stabile sotto le 2 £/L con rifornimenti regolari su tutta la rete |
| 🇵🇹 Portogallo | 2,17 – 2,25 €/L | 2,10 – 2,15 €/L | +2 / +10 cent/L | Rete regolare e nessuna rottura di stock segnalata |
| 🇪🇸 Spagna | 1,89 – 1,90 €/L | ~ 1,75 €/L | -25,6 cent/L | Leader UE per convenienza: sconti fiscali e rilascio riserve tengono i listini bassi |
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